1.
lo non sono qui con voi, sono in un altro mondo.
Sono dove i migranti rubano il lavoro, dove le donne non guadagnano come gli uomini, dove non mangiare carne è poco salutare, dove obbedire è più "facile" che disobbedire, perché sin dall'infanzia siamo abituati a rispettare le regole imposte dai genitori, ad essere puniti per paura del giudizio siamo portati a un senso di disobbedienza che crescendo muta. Disobbedire oggi non vuol dire andare contro una legge, disobbedire oggi vuol dire andare contro il giudizio.
Giudizio di una società che ha un pensiero unico. La società ti giudica.
Cosa significa disobbedire? Ha senso al giorno d'oggi farlo?
Per noi ha senso farlo se c'è un interesse reale nel cambiare qualcosa che non consideriamo giusto, essendo consci del fatto che questo debba avvenire in ogni singolo individuo per far si che qualcosa accada realmente. D'altra parte in un mondo che è fortemente rassegnato ed interessato solo ai propri interessi troviamo sempre più difficile che questo avvenga. Disobbedire anche per poter essere considerati volontari privi di competenze, quando noi svolgiamo le nostre attività ordinarie come i nostri colleghi e di più dando loro una mano in tutto. Negli anni '60 disobbedire voleva dire non volere una società basata sulle armi e quindi non voler partecipare alla leva obbligatoria, mentre adesso vorremmo essere considerati obiettori di coscienza portatori di capacità, idee e nuove prospettive, capaci di renderci anche figure spendibili nel mondo del lavoro. Non vorremmo più parlare di disobbedienza come una ribellione attiva ma semplicemente come un agire e costruire un nuovo punto di vista sul nostro ruolo e le sue prospettive di crescita.
Il servizio civile è un'esperienza di vita, un'occasione per conoscere e confrontarsi con diverse realtà, un modo di dedicare il proprio tempo al servizio degli altri, aiutando anche le persone più fragili, come gli anziani che oltre ad avere bisogno di un sostegno hanno prima di tutto bisogno di sentirsi amati e in qualche modo protetti; ma anche i bambini che nel loro piccolo sono in grado di cambiare l'umore con un loro sorriso. L'esperienza di servizio civile può portare con sé fenomeni di disobbedienza, che però non vanno intesi come la disobbedienza delle "origini" ma come vicinanza e sostegno alle minoranze che compongono la popolazione, come per esempio aiutare persone straniere, che hanno difficoltà con la lingua, ad integrarsi nel contesto in cui vivono.
La disobbedienza è nelle piccole scelte e azioni di ogni giorno.
2.
Al giorno d'oggi sicuramente i ragazzi non decidono di svolgere il servizio civile per disobbedire alla violenza.
È la scelta di intraprendere un'esperienza che deriva dalla necessità di rompere una monotonia, dalla ricerca di un impegno quotidiano che porti soddisfazioni personali, di diventare parte di un gruppo o semplicemente dalla scelta di un progetto che ci ha suscitato interesse. Oggi il servizio civile rappresenta la possibilità di conoscere e vivere il territorio in cui si opera e di creare legami con chi si incontra durante il percorso.
Il servizio civile si configura come un periodo di transizione e scelte significative. La prospettiva di scegliere un lavoro basato sulla passione è apprezzabile, ma spesso la realtà impone una sfida nella ricerca di un equilibrio tra ciò che amiamo e la sostenibilità economica. E' una scelta consapevole di vivere un percorso che si ritiene affine alle proprie inclinazioni. È un modo nobile di contribuire alla comunità e crescere personalmente attraverso un impegno mirato.
La diversità delle motivazioni arricchisce il progetto generale del servizio civile, offrendo opportunità di apprendimento e crescita. La vera ricchezza della cultura risiede nell'apertura alla diversità di pensiero, religione e modelli di vita. Non si tratta di una vera e propria disobbedienza, bensì un atto di adattamento al valore dell'individualità. Abbracciare la diversità contribuisce a una società più inclusiva, rompendo gli schemi dell'omologazione.
Il processo di ampliare le competenze professionali durante il servizio civile è parallelo a un viaggio interiore che ci consente di conoscere meglio noi stessi. Imparare a gestire il nostro modo di essere e coltivare la pazienza, abilità preziosa che contribuisce non solo al nostro sviluppo professionale ma anche personale.
L'affermazione "L'obbedienza non è più una virtù" suggerisce un cambio di prospettiva rispetto al tradizionale valore dell'obbedienza cieca. In un contesto come quello educativo, potrebbe implicare la necessità di incoraggiare una critica costruttiva, la creatività e l'autonomia intellettuale anziché la conformità. Don Milani, con la sua visione di una scuola aperta, sembra condividere questa idea, sottolineando l'importanza di collegare la conoscenza al progetto di vita individuale per promuovere uno sviluppo completo delle intelligenze.
Fare il servizio civile è come stare dentro a un sandwich: è uno spazio morbido tra il lavoro e il volontariato; potremmo definirlo come un trailer, una sorta di anteprima di quello che sarà il lavoro vero e proprio, uno strumento per scoprire in prima persona le diverse possibilità professionali e per conoscere le differenti figure esistenti all'interno e al di fuori del territorio. Aiuta ad andare oltre alla propria quotidianità, incentivando il rapporto con gli altri e favorendo le social skills, prepara al mondo del lavoro alimentando la conoscenza del luogo e migliorando lo spirito di cooperazione.
3.
Disobbedire a volte è scegliersi, curare la propria crescita personale e il proprio benessere per avere il miglior rapporto possibile con se stessi, con gli altri e il mondo. L'ideologia in cui si crede che la totalità sia l'unica dimensione è solo una delle forme possibili di concezione, forse la più arretrata e meno adatta all'oggi. Essere disobbedienti significa avere il coraggio e la Libertà di scegliere di comportarsi diversamente e pensare anche al bene comune. Anche se a volte sarebbe più facile obbedire, talvolta diventa necessario disobbedire per mettere in atto un cambiamento.
Il Servizio Civile è stato per alcuni di noi una forma di ribellione verso il mondo lavorativo e le ingiustizie che si presentano ogni giorno al suo interno. Per alcuni, può essere il comportarsi gentilmente in una società che ti spinge a non farlo. Per altri, può essere il non mangiare determinati cibi al fine di salvaguardare il pianeta. Nella disobbedienza però c'è anche un lato oggettivo, il fatto che ognuno di noi lotti per salvare e portare avanti i propri ideali.
4.
La disobbedienza è non conformarsi passivamente alla realtà circostante, è una sorta di attivismo positivo attraverso il quale ognuno si spende per qualcosa in cui crede.
Disobbedienza può essere scegliere di dedicare la propria vita alla cura degli altri in una società sempre più individualista, perché disobbedire non vuol dire solo un'azione collettiva ma utilizzare le proprie passioni e caratteristiche per fare del bene nel piccolo. Ognuno di noi ogni giorno mette in atto diverse forme di disobbedienza, dal manifestare contro forme di violenza, aderire a scioperi per ottenere più diritti sia lavorativi che umani, fino a pronunciare un semplice "no" per seguire i proprio ideali. Anche durante l'esperienza del servizio civile ci sono state occasioni in cui è stato necessario disobbedire, come rifiutarsi di svolgere mansioni che non rientrano nelle nostre competenze o anche difendere qualcuno da una qualsiasi forma di oppressione psicologica.
Per noi la disobbedienza è fare servizio civile e lavorare con persone che sono ai margini della società: disabili, detenuti, pazienti psichiatrici. Ma anche manifestare scendendo in piazza per difendere l'ambiente. E' scendere a compromessi verso noi stessi e le nostre scelte, con la speranza che questo sia per una giusta causa e possa essere utile agli altri. Ad esempio, iniziare a usare i social quando ci eravamo ripromessi di non farlo, per aiutare il nostro ente a promuovere le proprie attività e i propri valori. Ma siamo così sicuri di voler vivere la vita impantanati su app social? L'imposizione della tecnologia è quello che vogliamo? La necessità di creare profili, caricare contenuti fa si che gli altri utenti entrino nelle nostre case, nelle nostre vite, la tecnologia avrà anche collegato il pianeta da un capo all'altro ma ci ha snaturati rendendoci dipendenti e facilmente influenzabili. La dipendenza psicologica è reale, decidere di affrontare le conseguenze di una rinuncia ai social è per noi una vera disobbedienza quotidiana.
Queste sono situazioni che nessuno di noi pensava potessimo affrontare prima di iniziare il servizio civile. Adesso abbiamo la consapevolezza che non esistono limiti o barriere, pregiudizi o cose che non si potranno mai cambiare. Il servizio civile ci ha permesso di entrare in contatto con realtà differenti contraddistinte da un senso di umanità e sensibilità. Ognuno di noi in merito alla propria esperienza ha avuto la possibilità di adeguarsi, sensibilizzarsi e responsabilizzarsi rispetto a un contesto differente dalla propria quotidianità uscendo dalla propria zona di comfort. Osservare ed entrare in risonanza con delle realtà in cui sono presenti tante difficoltà e diversi tipi di sofferenza, ha fatto emergere in noi un sentimento di utilità ma anche di vulnerabilità. Volgere lo sguardo verso l'altro ci ha permesso di decentrare l'attenzione da noi stess* e ridimensionare quindi la nostra posizione e metterci in un piano di uguaglianza e di scambio reciproco di umanità e accoglienza.
Per noi disobbedire significa non essere al passo con ciò che la società ci impone come andare all'università, essere in corso con gli studi, avere una media di voti molto alta e laurearsi con il massimo dei voti; lavorare senza ricevere alcun compenso "perché tanto noi dobbiamo prima imparare". Per noi disobbedire significa amare chi vogliamo senza aver paura di essere picchiati o presi in giro; vestirci come ci pare senza il timore di subire pregiudizi per l'abito che abbiamo deciso di indossare oggi; praticare lo sport che vogliamo anche se ritenuto dalla società prettamente maschile o femminile. Per noi disobbedire significa lottare per ottenere la parità e l'uguaglianza di genere sia nella vita relazionale sia all'interno del posto di lavoro e dunque il diritto di essere retribuiti allo stesso modo; significa parlare di argomenti considerati tabù già dalla prima infanzia.
Disobbedire significa impegnarsi tutti i giorni nelle piccole cose in cui crediamo per far sì che prima o poi le cose cambieranno. Il servizio civile può essere una strada che ognuno di noi prende in modo consapevole per prendersi cura di se stessi, per riprendere in mano le redini della propria vita in quei momenti di spaesamento dovuti ad un periodo di transizione, per sfuggire ad una quotidianità che, in una società capitalistica come la nostra, ci vuole sempre iper performanti e non tiene conto del fatto che tutti viaggiamo a velocità diverse. Scegliere di dedicare un anno della nostra vita ad uno dei tanti progetti che offre il Servizio Civile Universale può essere un'ancora di salvezza alle problematiche che affliggono soprattutto la nostra generazione, può essere un diversivo alla noia o alla solitudine o alle innumerevoli problematiche di salute mentale ormai all'ordine del giorno.
5.
Disobbedienza come..
Disobbedienza come saper dire di no.
Disobbedienza come saper riconoscere i propri limiti.
Disobbedienza come saper ascoltare.
Disobbedienza come saper accogliere le fragilità.
Disobbedienza come saper aprire i propri punti di vista.
Disobbedienza come saper accettare la paura.
Disobbedienza come comprendere che se non accolte le ferite diventano rabbia e le paure diventano odio. Disobbedire significava inizialmente andare contro una società aggressiva che non dava la possibilità di realizzarsi ed esprimere le proprie idee.
Ora disobbedire è qualcosa di personale e soggettivo dove è importante pensare con la propria testa senza dar peso al giudizio delle persone. La considerazione di servizio civile come difesa nonviolenta della Patria è ormai anacronistica. Il difendersi implica quasi necessariamente una forza esterna che attacca. Non ci dobbiamo difendere dall'altro, dobbiamo piuttosto mantenere integri i valori costituzionali di uguaglianza, libertà e democrazia come: parità di genere, non violenza e non discriminazione. Scegliere il servizio civile vuol dire essere portatori di felicità per qualcuno che si trova in difficoltà nel mondo, perché al giorno d'oggi per alcuni non è scontato. Per noi disobbedire è il coraggio di essere felice scegliendo sé stessi per trovare il proprio equilibrio.
Che cos'è la felicità? Tradizionalmente una persona è considerata felice quando ha un lavoro stabile, una casa, una macchina e vestiti di marca. Ma una volta che hai raggiunto gli obiettivi impostati dalla società, sei davvero felice? Per noi la felicità significa instaurare relazioni, legami che ci aiutino con la crescita personale creando ricordi per il futuro. Il servizio civile si sposta anche dal piano oggettivo a quello soggettivo, quindi:
Cara persona volontaria,
Il mio servizio civile è così diverso dal tuo, non solo per la diversità del progetto, ma principalmente perché io sono diversa da te. Per parlare della mission del servizio civile, del volontariato, dell'auto mutuo aiuto c'è sempre occasione, ma per confidarsi su ciò che realmente ci sta regalando quotidianamente, il tempo sembra essere sempre poco. Il mio servizio civile è così diverso dal tuo, perché alla fine dei 12 mesi ci avrà lasciato cose diverse, trampolini di vita diversi; ci lascerà nuove consapevolezze, ma anche nuovi timori, in quel turbinio di tempo che caratterizza la nostra età, così transitoria. Il mio servizio civile è così diverso dal tuo, ma quasi uguale da insegnarci quali sono gli strumenti, i modi e le sfaccettature per affrontare la vita, specialmente quella lavorativa. In merito a ciò, abbi pazienza se riceverai dei no, datti la possibilità di crescere professionalmente grazie a quei no, che sono solo un esercizio per quelli che saranno i veri no alla fine dei 12 mesi. Il mio servizio civile è diverso dal tuo, perché in me farà sviluppare una tipologia di capacità critica diversa da quella che si svilupperà in te, ma sarà tutto un processo naturale, però nota bene che dovresti essere predisposta e aperta ad accogliere tutte le nuove possibilità, altrimenti non ti sarà servito a molto, se non al rimborso spese. Il mio servizio civile è così diverso dal tuo, perché io l'ho fatto per un motivo e tu per un altro, ma non significa che il tuo sia meno importante del mio.
(a cura di operatrici e operatori volontari in servizio civile 2023/2024)
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