Conoscere e apprezzare gli altri paesi e le altre culture: “Tutto il mondo nella scuola”

Sabato 27 maggio al Parco Ducale, davanti al Palazzo del Giardino, si è svolto l’evento “Tutto il mondo nella scuola”, organizzato da Comune di Parma, Migrantes, Rete di scuole per la Pace di Parma e Sguardi di fraternità e Casa della Pace.
I Giovani per la Pace

Conoscere e apprezzare gli altri paesi e le altre culture: “Tutto il mondo nella scuola”

(Fonte: www.gazzettadiparma.it)

L’evento, partecipato da tanti ragazzi delle scuole superiori cittadine, ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso svolto dalle classi di alcune scuole secondarie superiori aderenti alla Rete di scuole per la Pace di Parma che hanno inoltre firmato un patto educativo il 21 maggio scorso ad Assisi.

Nel corso dell’anno infatti, da gennaio a maggio, le alunne e gli alunni degli istituti coinvolti (Bertolucci, Bocchialini, Bodoni, Giordani, Marconi, Melloni, Romagnosi, Sanvitale, Toschi, Ulivi) hanno costruito percorsi di conoscenza con alcune della comunità di migranti presenti nel nostro territorio, progettando una modalità creativa per tradurre questo percorso di conoscenza reciproca (musica, danza, racconti, brevi narrazioni teatrali).

La scuola, luogo di incontro e inclusione di persone diverse e uniche all’interno del quale “tutto il mondo” è presente quotidianamente, ha messo in contatto in modo nuovo  ragazze e  ragazzi facendo emergere la bellezza delle culture di origine.

In questo viaggio di un anno attraverso le diverse culture, con le tradizioni, i cibi, i vestiti, le espressioni artistiche e le abitudini di ciascuna comunità è cresciuta in ciascuno la consapevolezza di essere tutti cittadini del mondo.

La mattinata di sabato è stata quindi una occasione di festa durante la quale sono stati presentati dai ragazzi gli esiti di questo percorso in un appuntamento partecipato dalle varie comunità cittadine, dall’Assessora alla Pace Daria Jacopozzi e da Veronica Atitsogbe, Vice Presidente Vicaria del Consiglio Comunale di Verona, e Appias Kwasi, mediatore culturale di Castel Volturno, che hanno condiviso la loro esperienza di incontro e inclusione.

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