No a un mare di armi!

In occasione dell'evento "Civiltà del mare", che coinvolgerà il Ministro della Difesa Crosetto con altri ministri del Governo, è stato organizzato un presidio, nello stesso luogo, a Livorno per dire che il mare è una risorsa da difendere, non depredare.

No a un mare di armi!

In occasione dell'evento "Civiltà del mare", che coinvolgerà il Ministro della Difesa Crosetto con altri ministri del Governo, è stato organizzato un presidio, nello stesso luogo, a Livorno per dire che il mare è una risorsa da difendere, non depredare.

Il 27 marzo si terrà a Livorno presso l’Accademia Navale l’evento “La civiltà del mare” organizzato da Marina Militare, CNR e Fondazione Leonardo, il colosso dell’industria bellica italiana. Saranno presenti i ministri della Difesa Guido Crosetto e della Protezione civile e del Mare Nello Musumeci insieme a esponenti dello Stato Maggiore della Difesa, vertici del mondo industriale e accademico strettamente legati alla ricerca e alla produzione militare. Un grande evento per presentare un “libro bianco” sulla nuova politica marittima che il governo, insieme ai vertici militari e industriali, prefigura per l’Italia.

L’appuntamento si inserisce in quella campagna di normalizzazione della guerra che Crosetto sta promuovendo anche con la costituzione di un “Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della cultura della Difesa”. Di fatto un comitato per la propaganda di guerra, mirata soprattutto a penetrare nelle scuole e tra le generazioni più giovani. Di questo organismo fanno parte esponenti di spicco del mondo dei media, del mondo delle armi, della cultura, dell’università e dell’economia, alcuni dei quali saranno anche tra i relatori dell’evento livornese. Il Comitato, secondo Crosetto, dovrà promuovere la “Difesa” come strumento di politica estera e volano dell’economia, e divulgare presunte verità dei fatti e informazioni “verificate”. Quindi economia di guerra e controllo dei media.

Proprio mentre nel Mediterraneo i governi continuano a lasciare morire chi naufraga cercando di raggiungere le coste dell'Europa, questo evento-passerella all’Accademia Navale chiarisce una volta per tutte la visione di chi ci governa: il mare deve essere solo risorsa da sfruttare per l’estrazione di gas, petrolio, minerali e terre rare, per la posa di cavi e gasdotti. Il mare deve essere militarizzato, per la proiezione neocoloniale nel “Mediterraneo allargato” o come  snodo per sottomarini nucleari, armi e congegni bellici.

La vita nel e intorno al Mediterraneo è in pericolo come in nessun altro mare per l’alto inquinamento da traffico marittimo e da sversamento dei paesi rivieraschi, per i cambiamenti climatici in accelerazione ben oltre le previsioni, per la pesca intensiva attuata da multinazionali. In particolare, le coste italiane ospitano ben 11 porti nuclearizzati (fra cui il nostro) e l’Italia stessa non ha ancora ratificato il Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) approvato dall’ONU. Invece di proporre soluzioni a questi enormi problemi il governo promette di aumentare le spese militari e destinare ingenti risorse per militarizzare ulteriormente il Mediterraneo mascherandolo dietro la parola “Difesa”.

Locandina Livorno

Diamo una risposta a questa propaganda militarista, diamo voce ai movimenti radicati a Livorno e nelle città vicine. Come le tante iniziative contro le guerre, o la lotta contro le basi e le industrie di morte, tra cui Cheddite e Leonardo, fino all’opposizione al trasporto di armi nei porti e negli aeroporti.

Scendiamo in piazza per respingere questa politica di guerra.

Il mare non è un sito industriale, estrattivo, militare. Il mare non deve essere un cimitero, ma un luogo condiviso dai popoli, com'è stato per secoli, in cui siano favorite e rafforzate le operazioni di soccorso da parte di qualunque imbarcazione. Diciamo sì a un mare vivo e pulito, sì alla cultura della pace! Difendiamoci dalle armi!

Coordinamento per il ritiro delle missioni militari all’estero  Rete Livorno contro le guerre

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