Marcia "Pace in tutte le terre"

Il 1° gennaio al termine della Messa delle 17 in Duomo partirà la fiaccolata organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio insieme alla Consulta per la giustizia, pace e salvaguardia del creato

Marcia "Pace in tutte le terre"

Il 1° gennaio al termine della Messa delle 17 in Duomo partirà la fiaccolata organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio insieme alla Consulta per la giustizia, pace e salvaguardia del creato

(Fonte: Vita Nuova)

In marcia per ricordare tutte le guerre

Locandina Marcia 1 gennaio

Anche il 2024 comincerà con la marcia "Pace in tutte le terre" organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio insieme alla Consulta per la giustizia, pace e salvaguardia del creato. Al termine della Messa delle 17 in Cattedrale partirà la fiaccolata per ricordare tutti i conflitti. Quest'anno si chiude purtroppo con l'ennesimo "ritorno alla moda" della guerra.
E sempre più vero quello che ricorda spesso papa Francesco e cioè che stiamo vivendo una terza guerra mondiale a pezzetti. Per la LVIII Giornata mondiale della pace, il Papa ha scritto un messaggio dal titolo "Intelligenza artificiale e pace", sottolineando come il progresso tecnologico, portatore di indiscutibili vantaggi per l'umanità, non sia scevro da rischi, soprattutto nelle sue applicazioni agli armamenti.
Purtroppo la guerra in Ucraina continua con pesanti perdite in termini umani e infrastrutturali e contemporaneamente le notizie scivolano, nell'indifferenza, nelle pagine più interne dei quotidiani. E non cessa, nella striscia di Gaza, neanche la risposta armata di Israele al pogrom del 7 ottobre da parte di Hamas. Questa guerra ha portato nel resto del mondo, ad una recrudescenza dell'antisemitismo; come testimonia l'assalto di fine ottobre ad un aereo israeliano sulla pista dell'aeroporto della capitale del Daghestan in Russia. E non si può dimenticare quanto è accaduto nell'Artsack - Nagorno Karabakh, secolare enclave armena nello stato dell'Azerbaigian, dove quest'ultimo, con violenza, ha costretto all'esodo i 120mila armeni che vi risiedevano da tempo immemore.
Un altro conflitto non sempre presente sui media e che sarà oggetto di una testimonianza al termine della marcia, è quello che sta coinvolgendo il Sudan, dove so- no ormai circa quattro milioni i bambini il cui futuro è a rischio. Secondo le Nazioni Unite, il conflitto in Sudan ha causato da aprile almeno 12mila vittime e più di 6 milioni di sfollati: numeri impressionanti. Per restare nel continente africano, nel 2013 ci sono stati due colpi di stato in Niger e in Gabon, a testimonianza di una fragilità negli assetti politici.
Il 2023, a quarant'anni dall'enciclica Pacem in terris, ci mostra quindi un mondo ancora troppo instabile, che genera oltre a troppe vittime, tanti esodi, per la guerra, per i diritti negati, per ragioni economiche, per ragioni ambientali e anche una città come la nostra se ne accorge.
A pochi chilometri di distanza, a Martorano, è sorto proprio quest'anno un hotspot per i consistenti arrivi da Lampedusa, che raccoglie un centinaio di giovani affamati di futuro. Che il 2024 sia un anno in cui si prega e si lavora per un futuro di speranza per loro e per tutti!

di Bruno Scaltriti

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